8 La verità

16Non pronuncerai falsa testimonianza contro il tuo prossimo.

CONSEGNA

Seguite passo passo le indicazioni di lavoro qui di seguito, poi realizzate una mappa concettuale con le riflessioni che condurrete in questo lavoro.

Con questa mappa potrete scegliere se realizzare una videolezione di 10 minuti oppure una lezione per i vostri compagni in cui:

1- spiegate il significato originario di questo comandamento nel contesto biblico

2- provate ad attualizzare il comandamento, cercando di spiegare, se e come può ancora avere valore oggi.

3- proponete una riflessione/attività da proporre ai vostri compagni per innescare un dibattito.

In questo comandamenti c'è il rapporto tra la vita e la verità.

Tutta la società si basa sulla fiducia che gli altri ci dicano la verità. Questo comandamento si riferisce anche alle verità dei tribunali, soprattutto perché nei tempi antichi dalla parola del testimone dipendevano la libertà e/o la vita di un'altra persona.

Come è cambiata nei tempi recenti la raccolta delle prove di innocenza/colpevolezza nelle indagini? Per aiutarvi pensate a tutto il filone di fiction televisive scientifico-poliziesche.

PAROLA: ha forza di creare (Dio) o di distruggere (testimone).

Questo comandamento ha portata molto ampia, vieta la maldicenza, la calunnia, dare giudizi vaghi senza prove, inganno, ipocrisia, finzione, omertà, doppiezza, malevolenza, falsità, adulazione, parlare untuoso e mellifluo, la menzogna, il pettegolezzo, la bugia che sfocia nella calunnia, le menzogne che colpiscono a morte una persona manipolando la verità.

Fate un elenco delle parole elencate nella frase precedente e per ciascuna cercate una definizione ed un esempio reale.

Bisogna quindi dire sempre la verità come un obbligo? No, perché sarebbe impossibile, sarebbe disumano nelle relazioni.

Pensate ad una relazione di amicizia profonda e immaginate due casi verosimili, uno in cui dire la verità è irrinunciabile ed uno in cui è meglio una piccola bugia per mantenere la relazione in buona salute (ad esempio quando la verità potrebbe ferire/offendere)

Il potere a volte non vuole che si sappia la verità, vuole che ce ne dimentichiamo. Ma per trovarla dobbiamo dirla, perché quando diciamo la verità diventiamo noi stessi veri.

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Per riflettere sul tema della verità e del coraggio che occorre per difenderla ci faremo aiutare dalle parole di Alessandro d'Avenia, che ha scritto un libro su don Pino Puglisi, sacerdote che ha pagato in prima persona la sua opposizione alla mafia

Federico, il protagonista del racconto, è un ragazzino che si trova ad incontrare le tenebre del sistema mafioso e deve decidere come investire la propria estate.

Il 15 settembre di 1993, nel giorno del suo 56° compleanno padre Pino Puglisi fu ucciso dalla mafia con un colpo di pistola alla nuca. Era il professore di religione del mio liceo, il Vittorio Emanuele II di Palermo, e stava per noi cominciando il quarto anno. Quel mercoledì 3P, questo il suo soprannome tra i ragazzi, si era recato per l’ennesima volta in Comune per chiedere la bonifica dei sotterranei dei palazzoni di via Hazon, nel quartiere di Brancaccio, di cui era parroco. Quei locali erano teatro di duelli mortali tra cani su cui scommettere, spaccio e prostituzione minorile gestiti dalla mafia. 3P insisteva perché i locali venissero liberati e destinati alla grande assente del quartiere: la scuola media. (...) Verso sera, rincasando, in attesa di festeggiare il compleanno con amici e parenti, gli spararono. Perché un sacerdote era così pericoloso per la mafia che l’anno prima aveva eliminato Falcone e Borsellino?

Quando hanno chiesto al suo sicario, divenuto collaboratore di giustizia, il motivo dell’assassinio la risposta è stata: “Si portava i picciriddi cu iddu”. Infatti don Pino aveva fatto aprire un centro accanto alla parrocchia di san Gaetano per permettere ai bambini e agli adolescenti del quartiere di giocare, studiare, stare insieme. Aveva chiamato il centro “Padre nostro” per scardinare dalle teste e dalle strade l’idea del padre come “padrino”. Nel dialetto della mia città “u parrinu” è sia il padrino sia il sacerdote: un piccolo padre. Lui era proprio piccolo, aveva solo cuore e orecchie molto grandi, per ascoltare tutti, e un sorriso disarmante che incrociavo nei corridoi della mia scuola, un sorriso che accordava sempre, anche quando era stanco e preoccupato, alle nostre vite, che per lui, per quanto acerbe, erano vite su cui valeva la pena gioire, sempre.

Al centro “Padre nostro”, dove 3P portava gli studenti del suo liceo a dare una mano, i ragazzini del quartiere trovavano un’alternativa alla scuola della strada, che a Brancaccio aveva come maestri i picciotti mafiosi, eroi brillanti e da emulare con le loro armi e i loro soldi. La strada era il vivaio dell’esercito mafioso. Per questo 3P era pericoloso quanto Falcone e Borsellino, perché, con mezzi diversi, erodeva ciò di cui la mafia ha bisogno: il consenso. Don Pino faceva sperimentare ai giovanissimi l’unica cosa che dà il coraggio della libertà: la bellezza. Dove non c’è bellezza non c’è speranza di cambiare la realtà, la bellezza, fosse anche solo quella di un campetto di calcio in terra con le linee ben tracciate, è ciò che permette di sentire la differenza e poi di fare la differenza. E il potere non sopporta di essere messo in discussione perché la mancanza di consenso lo fa crollare, quindi il controllo del territorio è tutto. E così 3P con la sua preghiera, la celebrazione dei sacramenti, le gite al mare, i tornei di calcio, il doposcuola… era pericoloso. Non voleva essere definito prete anti-mafia, perché diceva che il suo compito era essere come Cristo, essere pro, anti nessuno, permettere a tutti di cambiare, anche a costo di rimetterci in prima persona. E Cristo finì male, proprio perché osò mettere in discussione il potere, religioso e politico, che opprimeva la gente e che, temendo di perdere il consenso, lo fece fuori come un delinquente. Cristo aveva detto “lasciate che i bambini vengano a me”, il programma che don Pino ha realizzato sino all’ultimo giorno della sua vita, andando a chiedere alla sorda burocrazia statale che quella vita più bella e libera venisse mostrata non solo in un piccolo centro parrocchiale, ma in una scuola per i ragazzini del quartiere. Sapeva bene che è con l’educazione che si cambiano le cose, persino un quartiere in cui quegli scantinati non venivano sgomberati e quella scuola non veniva costruita perché politici e mafiosi erano conniventi.

Corriere della Sera, 18 settembre 2023

DOMANDE PER LA RIFLESSIONE:

  1. Perché don Pino è stato ucciso?
  2. Perché la mafia ha bisogno di consenso?
  3. Perché don Pino era consvinto di poter dare una nuova prospettiva attraverso la bellezza e la scuola?

Guardate questo video, molto semplice ed elementare, ma che chiarisce il concetto di mafia e comportamento mafioso. https://www.youtube.com/watch?v=1aEgaAvvnSk

Fate l'elenco di tutte le attività di cui si occupano le organizzazioni mafiose. Immaginavate che la mafia potesse avere tanti ambiti di interesse? E che potessero gestire anche delle attività apparentemente legali?

Secondo voi, perché a seconda dei luoghi geografici l'organizzazione interna dei gruppi mafiosi può cambiare?

Guardate il video https://progettohappiness.com/speciale-italia/addiopizzo/ , che fa parte del "progetto Happiness", in cui Giuseppe Bertuccio D'Angelo gira il mondo per cercare la ricetta della felicità, poi rispondete alle domande qui di seguito.

DOMANDE PER LA RIFLESSIONE:

  1. Cerca il significato originario di “fari vagnari u pizzu” ed il ruolo di “u pizzu” nel carretto siciliano, che poteva essere rotto quando il commerciante si rifiutava di pagare la protezione.
  2. Non c'è bisogno di essere eroi, ma basta essere cittadini, fare il proprio dovere, sentirsi parte di una comunità e cercare di non lasciare nessuno indietro.
  3. Porta un esempio concreto in cui ciascuno di noi può essere complice della mafia prendendo spunto da quelli citati nel video (come comprare la birra da un abusivo ad un prezzo più basso favorendo il lavoro nero)
  4. In che modo la piovra della mafia ha un tentacolo anche nella Chiesa?
  5. Perché fa meno rumore un prete che combatte la mafia rispetto ad un gesto di riverenza?
  6. Secondo te perché i mafiosi non percepiscono il contrasto tra il non uccidere e il non rubare e ciò che compiono ogni giorno? Come vengono cresciuto ed educati?
  7. E' mai esistita una mafia "buona", che si prendeva veramente a cuore la società?
  8. Qual è la frase diffusa in modo anonimo che riesce a dare il via all'opera di Addiopizzo a Palermo?
  9. L'indifferenza dei cittadini non direttamente coinvolti con le organizzazioni mafiose ha reso persone coraggiose, (ma che in realtà stavano "solo" facendo con coscienza il proprio lavoro), dei martiri, che hanno perso la vita. Cosa pensi a proposito di questo pensiero? Che ruolo ha l'indifferenza nei confronti del male?
  10. Perché la mafia ha avuto bisogno di colpire Falcone (e altri) proprio in Sicilia ed in modo così eclatante?
  11. In che modo la mafia sostiene in modo illecito alcune attività per portarle al successo (non solo in Sicilia)?
  12. La mafia è diffusa solo in Sicilia? Cerca ulteriori informazioni in proposito.
  13. Perché è così importante conoscere la mafia e parlarne il più possibile?
  14. La forza sta nell'essere in tanti, e questo vale sia per la mafia, sia per chi la combatte. Come è cambiata la mentalità negli ultimi trent'anni?
  15. In che modo Addiopizzo è una strada che porta gli uomini e le donne che ci lavorano verso la felicità?

Roberto Saviano immagina di poter dialogare con il sé stesso ventiseienne, per avvisarlo delle conseguenze delle sue scelte, delle sue parole alla presentazione di un libro.

DOMANDE PER LA RIFLESSIONE:

  1. Dice di "aver pronunciato il nome di Dio invano", in questo contesto cosa significa e perché?
  2. Secondo voi come sarebbe stata la vita di questo giornalista se avesse seguito i suggerimenti del sé futuro?
  3. "L'erba calpestata diventa un sentiero": secondo te cosa significa questo in riferimento alla mafia?

Come vedete nell'immagine i clan mafiosi hanno varie zone di interesse fuori dai confini italiani, ma esistono altre forme di criminalità organizzata in giro per il mondo? Se si, quali sono i loro ambiti di azione? Cercate informazioni sulla mafia nigeriana e su una ascelta tra quelle nell'immagine qui di seguito