5 La dolce morte

13Non ucciderai.

CONSEGNA

Seguite passo passo le indicazioni di lavoro qui di seguito, poi realizzate una mappa concettuale con le riflessioni che condurrete in questo lavoro.

Con questa mappa potrete scegliere se realizzare una videolezione di 10 minuti oppure una lezione per i vostri compagni in cui:

1- spiegate il significato originario di questo comandamento nel contesto biblico

2- provate ad attualizzare il comandamento, cercando di spiegare, se e come può ancora avere valore oggi.

3- proponete una riflessione/attività da proporre ai vostri compagni per innescare un dibattito.

Non uccidere

Provate a tradurre in positivo questo comandamento eliminando il NON

Non uccidere = ........

Siamo nel cuore dei comandamenti.

Non uccidere ... cosa? La VITA UMANA.

E' il primo caso di formulazione di divieto assoluto di assassinio, che va oltre la legge del taglione, che già regolava un uso smodato dell'odio e della vendetta violenta.

A noi pare di vivere un momento storico in cui il divieto di assassinio è assoluto, ma proseguendo in questo lavoro ci accorgeremo che il rispetto della vita ha molti aspetti, alcuni dei quali molto complessi.

Sull’eutanasia fare un discorso equilibrato non è semplice, perché esistono posizioni contrapposte e inconciliabili. Alla base c’è un diverso modo di concepire il valore della dignità umana e le conseguenti libertà e responsabilità personali, sociali e politiche.

Prima di iniziare una riflessione approfondita su questo lavoro, prova ad appuntarti cosa pensi a proposito dell'eutanasia, cioè anticipare la morte naturale. Per te la prenderesti in considerazione? Se sì, in quali circostanze?

Se qualcuno che ami ti chiedesse di aiutarlo/a a morire, quale sarebbe la tua risposta? E dentro di te come ti sentiresti?

Dopo queste domande proviamo a capire un po' meglio quali le possibili linee di pensiero a proposito dell'eutanasia (che letteralmente significa la buona/dolce morte)

1. La prima posizione, generalmente sostenuta dalle grandi tradizioni religiose e spirituali, si fonda sul principio del rispetto della dignità del paziente, filosoficamente e teologicamente intesa come «valore intrinseco di ogni essere umano».

La vita umana - comunque se ne interpreti l’origine - è per sua natura una realtà trascendente e, in quanto tale, sacra e intoccabile. Non può quindi essere lasciata alla libera disposizione dell’uomo.

I sostenitori di questa posizione sono preoccupati delle conseguenze di un eventuale riconoscimento di un diritto all’eutanasia. Essi ritengono che autorizzare l’eutanasia - l’atto di una persona terza che deliberatamente pone fine a una situazione giudicata umanamente insopportabile - provocherebbe una frattura morale e sociale rilevante, dalle conseguenze difficili da prevedere e valutare. La domanda di fondo è: chi aiuta una persona a morire commette un omicidio?

2. In modo completamente diverso, i sostenitori della seconda posizione - a favore dell’eutanasia - ritengono invece che il «morire con dignità» implichi un diritto che deve essere riconosciuto a chi ne fa richiesta o ha lasciato disposizioni in merito. Dal momento che la morte fa parte della vita ed è inevitabile, nelle nostre società occidentali la maggioranza degli esseri umani rifiuta la decadenza fisica e intellettuale e vuol essere rassicurata sulle condizioni del proprio morire. Per questo, la richiesta di assistenza a una giusta liberazione da condizioni di vita insostenibili, è un atto moralmente ammissibile.

Queste due posizioni, nella loro radicale divergenza, sono difficilmente conciliabili.

Ora che hai letto le righe precedenti è cambiato qualcosa rispetto a quello che hai scritto di getto ad inizio lavoro?

La questione del fine vita ha sollevato negli ultimi 20 anni in Italia un acceso dibattito pubblico e politico. Al momento, nel nostro Paese sono garantiti alcuni diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione e dalla legge sul testamento biologico

Dj Fabo, Eluana Englaro, Piergiorgio Welby e, prima ancora, Elena Moroni. Le loro sono le vicende più note legate al tema del fine vita, che hanno alimentato in Italia un dibattito che dura da ormai 20 anni.

Ecco le differenze tra i vari termini legati al fine vita e la situazione normativa in Italia.

L’eutanasia

Eutanasìa, in greco antico, significa letteralmente "buona morte". Oggi con questo termine si definisce l’intervento medico che procura la morte di una persona consenziente, malata o menomata in modo permanente. Si distingue principalmente in due tipologie. Si parla di eutanasia attiva quando viene somministrato un preparato o praticato un atto che determina direttamente la morte del paziente. Si parla, invece, di eutanasia passiva quando si sospendono tutte le cure, in modo particolare l’alimentazione e l’idratazione, al fine di affrettare la morte del paziente. Per quanto riguarda la situazione legislativa italiana, il ricorso all’eutanasia attiva non è in alcun modo normata e, anzi, è assimilabile all’omicidio volontario. Nei casi in cui si dimostri il consenso del malato, si tratta del reato di omicidio del consenziente e le pene vanno dai 6 ai 15 anni di carcere.

La terapia del dolore, le cure palliative e il rifiuto dell’accanimento terapeutico non sono considerate eutanasia.

Il suicidio assistito

A differenza dell’eutanasia, nel suicidio assistito il medico non compie in prima persona l’atto necessario per porre fine alla vita e alle sofferenze del malato. In questo caso, il medico si limita a fornire al paziente i mezzi utili a compiere questo gesto, senza intervenire direttamente. Ad esempio, Dj Fabo ha posto fine alla sua vita mordendo un pulsante che ha attivato l’iniezione di un farmaco letale . Così come l’eutanasia, anche il suicidio assistito è considerato un reato dalla legge italiana ed è equiparato alla istigazione o aiuto al suicidio.

La sedazione profonda

La sedazione palliativa continua profonda non porta alla morte del paziente ma ha lo scopo di ridurre o abolire la percezione del dolore provato dalla persona. Quest’ultima viene addormentata continuando a respirare autonomamente fino all’eventuale perdita di coscienza, che può essere continuativa fino al decesso naturale. La somministrazione di questo tipo di sedazione – tramite infusione continua di un farmaco che consente di ottenere una riduzione intenzionale della vigilanza – è praticata in accordo con il paziente da un medico anestesista. Prima dell’entrata in vigore della legge sul “biotestamento”, non tutti i medici erano convinti della possibilità di effettuare la sedazione profonda.

L'accanimento terapeutico

Eccesso nelle cure, che non hanno una reale utilità o che sottopongono il paziente a eccessiva sofferenza, considerando che sono le cure a essere inutili, mai la persona curata. Il termine « accanimento terapeutico » è una contraddizione in termini, un ossimoro: una parola buona (terapia) che stride accanto a una cattiva (accanimento). Ma difficilmente ci sarà un medico che si accanisce a curare quando è chiaro che non serve.

Il "biotestamento"

Il Senato, il 14 dicembre 2017, ha approvato la legge sul cosiddetto “testamento biologico”, intitolata Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT). Ogni maggiorenne capace di intendere e di volere, può disporre, “in previsione di un’eventuale futura incapacità di autodeterminarsi”, le proprie volontà. La norma si basa, come recita l’articolo 1 e come sancito dalla Costituzione e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Ue, sulla “tutela del diritto alla vita, alla salute, alla dignità e all’autodeterminazione della persona e stabilisce che nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata”. Il “consenso informato” stabilito dalla norma garantisce quindi la possibilità di decidere sulle proprie cure e il diritto di “rifiutare, in tutto o in parte, qualsiasi trattamento sanitario”, compresi la nutrizione e l’idratazione artificiale. Le proprie Disposizioni anticipate di trattamento possono essere redatte in vari modi: scritte a mano, al computer o registrate. Devono poi essere firmate davanti a un notaio o a un pubblico ufficiale, e inserite nel fascicolo medico elettronico della Regione di appartenenza.

Dopo questa necessaria introduzione teorica cercheremo di esplorare qual è il pensiero della Chiesa in merito alla fine della vita, che sinteticamente si potrebbe riassumere con il seguente slogan:

no accanimento terapeutico, no eutanasia, sì per la dignità della morte

Ora lasciamo per un attimo la parola a Papa Francesco.

Apri su YouTube

Clicca qui se non vedi il video. Il Papa sostiene che la medicina dovrebbe essere sempre a favore della vita (così dice anche il giuramento di Ippocrate), ma eutanasia e suicidio assistito non possono essere considerate espressioni della libertà della persona.

Se state lavorando in coppia o in gruppo, ciascuno risponda in silenzio e per scritto alle domande qui di seguito, poi condividete le risposte e cercate di sintetizzare in poche righe il succo di quanto è emerso.

DOMANDE PER LA RIFLESSIONE:

Questo un brevissimo estratto da Giuramento di Ippocrate, che è alla base della coscienza medica da centinaia di anni:

Regolerò il tenore di vita per il bene dei malati secondo le mie forze e il mio giudizio; mi asterrò dal recar danno e offesa.

Non somministrerò ad alcuno, neppure se richiesto, un farmaco mortale, né suggerirò un tale consiglio; similmente a nessuna donna io darò un medicinale abortivo.

In qualsiasi casa andrò, io vi entrerò per il sollievo dei malati, e mi asterrò da ogni offesa e danno volontario,

Totalmente slegato dal cristianesimo, questo giuramento chiarisce che la pratica medica nasce a favore della vita.

  1. Tu cosa ne pensi?
  2. Ci sono medici che in contesti diversi da quello italiano, dove aborto ed eutanasia sono pratiche obbligatorie, non possono esprimere la loro libertà attraverso l'obiezione di coscienza. Se tu fossi un medico in quelle circostanze come ti comporteresti?
  3. Per i medici che hanno incontrato il Papa è la malattia il nemico da combattere, non la vita. Il Papa chiede loro di non perdere di vita il fatto che ogni malato è una persona, con la sua dignità e le sue fragilità. Prova a cercare sul web la testimonianza di un medico che si è trovato a passare dalla parte del malato. Come è cambiato il suo atteggiamento in seguito a questa esperienza?
  4. Secondo te è possibile, oggi, accompagnare nella morte togliendo però il dolore di mezzo? Perché non sempre viene fatto?
  5. In questo particolare storico di emergenza Covid tante persone si sono trovate a morire in solitudine e tante famiglie non hanno potuto accompagnare i propri cari nel momento del trapasso. Se è vero che nessuno può morire al posto di un altro, perché è così importante avere accanto qualcuno che ti vuole bene?

Apri su YouTube

Clicca qui se non vedi il video. Eliminiamo la sofferenza, non il sofferente

Se state lavorando in coppia o in gruppo, ciascuno risponda in silenzio e per scritto alle domande qui di seguito, poi condividete le risposte e cercate di sintetizzare in poche righe il succo di quanto è emerso.

DOMANDE PER LA RIFLESSIONE:

  1. Riassumi le storie presentate in questo video. Quale ti ha colpito/a di più? Perché?
  2. E se fossi … Tu cosa risponderesti a questa domanda scomoda?
  3. C'è differenza tra le teorie astratte riguardo l'eutanasia e le storie reali di chi mi è vicino, a cui voglio bene? Applicherei le idee teoriche che ho in testa alle persone che amo? Perché?

Apri su YouTube

Clicca qui se non vedi il video. Se state lavorando in coppia o in gruppo, ciascuno risponda in silenzio e per scritto alle domande qui di seguito, poi condividete le risposte e cercate di sintetizzare in poche righe il succo di quanto è emerso.

DOMANDE PER LA RIFLESSIONE:

Conosci la storia del Dee-jay Fabo? Se non la conosci cerca qualche informazione in rete, cercando fonti che non siano di parte, come testate giornalistiche super-partes.

  1. Secondo te perché Marco Cappato ha scelto di accompagnare Fabo a morire?
  2. Ad oggi il Parlamento italiano ha legiferato su fine vita ed eutanasia?
  3. Secondo te la nostra vita è a nostra completa disposizione?
  4. Perché lo stato ci obbliga a proteggere la nostra vita, ad esempio con il casco, la cintura di sicurezza e le misure antinfortunistiche nei cantieri?
  5. Secondo te siamo liberi di morire o liberi di non soffrire?
  6. Una vita fragile è degna di essere vissuta? Cosa rende secondo te una vita degna di essere vissuta?
  7. Cerca la testimonianza (scritta o video) di una vita fragile ma felice.

Apri su YouTube

Clicca qui se non vedi il video. Se state lavorando in coppia o in gruppo, ciascuno risponda in silenzio e per scritto alle domande qui di seguito, poi condividete le risposte e cercate di sintetizzare in poche righe il succo di quanto è emerso.

DOMANDE PER LA RIFLESSIONE:

Secondo questa indagine, 7 medici su 10 pensano che sarebbe necessaria una legge che legalizzi l'eutanasia, ma questo non significa che chi è a favore di una regolamentazione sia d'accordo a praticare l'eutanasia stessa.

  1. Molti medici hanno le idee chiare sull'eutanasia, ma solo il 54% sarebbe poi disponibile a praticarla. Secondo te per quale motivo così tanti medici sono contrari a questa pratica?
  2. Solo il 27% degli intervistati dichiara di essere condizionato dalla fede. Il 70% di chi si dichiara contrario molto probabilmente è ateo o agnostico. Se non è una questione di scelte religiose, cosa spinge tanti medici a rispettare la vita fino al suo termine naturale?
  3. Perché chi si dichiara a favore dell'eutanasia chiede che, se diventasse legale, questa venisse praticata nelle strutture pubbliche e non si trasformasse in un business privato?

Apri su YouTube

Qui il video di un'infermiera che per vent'anni ha lavorato in un reparto dove praticava l'eutanasia, ma dopo un periodo di dubbi e domande, proprio lei si è trovata dalla parte di chi affida la sua vita alla medicina e ai medici/infermieri che dovrebbero prendersene cura.

Se suo marito non avesse difeso la sua vita lei non sarebbe qui a raccontarci perché vivere è faticoso ma bellissimo.

Se state lavorando in coppia o in gruppo, ciascuno risponda in silenzio e per scritto alle domande qui di seguito, poi condividete le risposte e cercate di sintetizzare in poche righe il succo di quanto è emerso.

DOMANDE PER LA RIFLESSIONE:

  1. cosa ha messo in discussione la scelta lavorativa di questa infermiera?
  2. Quando ti trovi ad essere paziente affidi la tua vita ai medici che si prendono cura di te. Hai mai pensato che il loro orientamento nei confronti della vita potrebbe avere un peso enorme sulle loro scelte?
  3. Hai le idee chiare su quello che desideri in merito alla fine della tua vita? Ne hai parlato con qualcuno?
  4. Ci sono famiglie che si sono dovute pronunciare sulle volontà dei figli/genitori, ad esempio sulla donazione degli organi. Secondo te chi potrebbe prendere decisioni importanti per te, nel caso fossi anche solo temporaneamente incapace di intendere e di volere?

“Non è giusto togliere la vita a un essere umano. Non è giusto decidere quando deve morire. Ci sono altri modi di affrontare il dolore che non siano sopprimere e togliersi il pensiero”.

Ora un video in cui il dott. Melazzini racconta perché nonostante una gravissima malattia ha scelto di continuare non solo a vivere, ma anche a lavorare, ricoprendo anche ruoli di grande prestigio a livello medico ed universitario.

Apri su YouTube

Clicca qui se non vedi il video. Se state lavorando in coppia o in gruppo, ciascuno risponda in silenzio e per scritto alle domande qui di seguito, poi condividete le risposte e cercate di sintetizzare in poche righe il succo di quanto è emerso.

DOMANDE PER LA RIFLESSIONE:

  1. Effettua una veloce ricerca sulla biografia di questo medico. Nella sezione "galleria" del suo sito potrai curiosare un po' nella sua vita privata. Cosa è successo il 19 giugno 2015?

2. Alla scoperta della malattia questo medico aveva pensato di andare a morire in Svizzera, ma qualcosa evidentemente gli ha fatto cambiare idea. Secondo te cosa potrebbe essere stato?

3. Nonostante la malattia renda tutto faticoso, secondo te perché quest'uomo continua a darsi obiettivi altissimi?

4. Verso la fine del video il dott. Melazzini afferma "io sono già guarito", poi spiega questa affermazione. Prova a riportarla nei tuoi appunti e a commentarla.